Autore Topic: L'incapacit? dei progettisti a considerare il Verde come materiale costruttivo  (Letto 13659 volte)

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Offline paolo.boni

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No anzi, anche secondo me per? ? difficile trovare progetti di questo tipo.. Direi che sto esaurendo le idee  :8:


Si purtroppo ? difficile ed ? proprio quanto intendevo dire...
Come diceva giustamente Paolo Calioni nella risposta precedente il tema del verde come materiale costruttivo all'interno di spazi antropizzati non viene considerato o viene pochissimo considerato, si preferisce aggiungere altro volume piuttosto che progettare con altre prospettive.
Sto facendo fatica pure io a trovare un bench? minimo riferimento o esempio da poter postare, comunque qualsiasi post o link ? ben'accetto perch? fa conoscere cose che non si conoscevano.
Spero priama o poi di trovare un qualche riferimento adeguaro.
Per ora mi viene solo in mente l'opera di Kengo Kuma per la sua capacit? di leggerezza ma non ? ancora quello che intendo.
continuiamo nella ricerca, ciao Paolo

Offline Paolo M. Callioni

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Uno dei miei riferimenti principali per la progettazione del verde e della sua integrazione con il costruire ? un grande architetto greco del '900, che ha saputo coniugare in modo mirabile interventi di nuove realizzazioni con il contesto naturalistico e con quello storico culturale, mettendo il verde al centro dei suoi progetti: Dimitris Pikionis.

Trovo veramente eccezionale l'uso (o meglio: il riuso) di materiali di risulta (di origine classica), combinato alla sua indubbia capacit? di utilizzare il legno, il bamb?, la pietra, la vegetazione in un insieme mirabile e sempre armonico, collegando fra loro epoche e stili diversi, integrando e fondendo il moderno con l'architettura vernacolare greca. Credo che possiamo davvero definirlo un progettista dell'architettura sostenibile ante litteram.

http://www.settoreweb.com/fondazione/ita/pagine.php?s=&pg=207

http://www.lablog.org.uk/wp-content/070404-p1-pikionis.pdf

Foto prese qua e l? dalla rete (spero che Koyoko Tabata non si offenda se ho riportato due sue foto)

Paolo M. Callioni
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Offline Paolo M. Callioni

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Offline Tes

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Allora posto un link anche io!!!
http://www.new-territories.com/lostinparis.htm
si tratta di un'abitazione a parigi degli architetti R&Sie(n), una specie di scatolone che usa un sistema idroponico per ricreare un pezzo di foresta nella citt?. sicuramente molto particolare...

Offline Paolo M. Callioni

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Allora posto un link anche io!!!
http://www.new-territories.com/lostinparis.htm
si tratta di un'abitazione a parigi degli architetti R&Sie(n), una specie di scatolone che usa un sistema idroponico per ricreare un pezzo di foresta nella citt?. sicuramente molto particolare...


Molto interessante, questa realizzazione, ma anche vagamente inquietante. Se ? indiscutibile che in ambito urbano (ma non solo, in effetti) non possiamo pretendere la natura selvaggia, ma dobbiamo pensare a modelli di natura governata, personalmente trovo l'idroponica una disciplina piuttosto "critica", nel senso che penso sia da utilizzare non come alternativa banale ai sistemi di coltivazione tradizionale, ma solo in casi estremi, e per casi estremi intendo solo quei luoghi in cui non esiste suolo (un'astronave, spazi chiusi nelle aree polari, le aree desertiche estreme). L'idea di usare soluzioni di concimi chimici con cui irrigare le radici delle piante non mi pare particolarmente ecologica. Gli olandesi ci vendono pomodori idroponici, che fanno una concorrenza spietata ai nostri pomodori di campo, sono pi? belli, pi? puliti, pi? grossi, pi? rossi, ma ... sono comunque dei prodotti semiartificiali. Io preferisco comprare i pomodori bitorzoluti e magari un po' ammaccati che vengono coltivati a poche centinaia di metri da casa mia...

Un aspetto interessante ? che quando si parla di verde si dimentica che un elemento fondamentale per lo sviluppo della vegetazione ? proprio il suolo... in realt? questo vale pi? in generale anche per l'architettura e per l'edilizia ... il suolo ? un elemento che non entra quasi mai nel progetto... ? un dato scontato, irrilevante... e in effetti non ? cos?.

Il suolo ? un elemento naturalistico fondamentale, e conoscere il suolo ci permette di ottenere molte informazioni su un ambiente ...
Paolo M. Callioni
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Offline paolo.boni

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Un aspetto interessante ? che quando si parla di verde si dimentica che un elemento fondamentale per lo sviluppo della vegetazione ? proprio il suolo... in realt? questo vale pi? in generale anche per l'architettura e per l'edilizia ... il suolo ? un elemento che non entra quasi mai nel progetto... ? un dato scontato, irrilevante... e in effetti non ? cos?.

Il suolo ? un elemento naturalistico fondamentale, e conoscere il suolo ci permette di ottenere molte informazioni su un ambiente ...

Bravo  :Xcl :Xcl :Xcl :Xcl :Xcl :Xcl :Xcl
Bellissima riflessione, sicuramente da aggiungere ed integrare al mio discorso iniziale...  :ok: :ok:
 :D>: :D>: :D>: Ora per? ci siamo complicati la vita  :8: :8: :8:


adesso compito per tutti perch? il discorso, grazie ai contributi avuti fino ad ora, sta diventando interessante...
Ciao Paolo

Offline Fabio Righetti

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Secondo me sarebbe utile modificare il primo post per fare un riepilogo cos? da tenere ben presente il nostro obiettivo aggiungendo nuove idee e considerazioni mano a mano che la discussione matura.

Certo che uno non pu? stare una giornata lontano dal pc che si ritrova un sacco di materiale e un sacco di spunti (idroponica? O.o me curioso!!)  :)

Offline Tes

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Un aspetto interessante ? che quando si parla di verde si dimentica che un elemento fondamentale per lo sviluppo della vegetazione ? proprio il suolo... in realt? questo vale pi? in generale anche per l'architettura e per l'edilizia ... il suolo ? un elemento che non entra quasi mai nel progetto... ? un dato scontato, irrilevante... e in effetti non ? cos?.


Il "problema" di questo progetto credo sia che intenda di nuovo il verde come compensazione. ? come se volessero restituire alla natura lo spazio che ? stato sottratto per creare l'architettura. un'operazione alla Le Corbusier coi tetti giardino insomma... forse si dovrebbe utilizzare il suolo in modo cosciente sin dalle fasi metaprogettuali!
tutto sommato per? lo trovo un bel tentativo!
  ;)

Offline Fabio Righetti

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Non so se questo articolo centri qualcosa col discorso e non so nemmeno se chi scrive sia un ciarlatano o una persona rispettabile comunque ve lo segnalo.

Offline Paolo M. Callioni

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Il tema del giardino ? gi? di per s? un tema di tale complessit? da richiedere comunque un approccio molto articolato, che coinvolge aspetti tecnico-progettuali e ingegneristici, aspetti naturalistici, biologici, climatologici, aspetti culturali e spirituali.

I contenuti legati componenti bioenergetiche (come nel caso della geobiologia) sono ritenute importanti da molti progettisti, e vengono trattate anche all'interno dei corsi ANAB, con sfumature e con modalit? che variano poi a seconda anche dell'individualit? dei docenti.

Per quanto mi riguarda, senza voler esprimere alcun giudizio in merito a tali argomenti, ritengo che ci sia comunque moltissimo da fare nel campo della sostenibilit? basata su approcci di tipo tecnico-scientifico, e dunque preferisco indirizzare i miei personali schemi progettuali verso elementi legati ad aspetti oggettivi e scientifici oltre che, nei limiti della mia formazione, culturali.

Ritengo poi che in generale il progetto di un giardino, proprio per la sua complessit?, possa considerarsi una buona metafora generale di qualunque progetto, visto che l'inserimento degli elementi che lo compongono ? comunque conseguente ad un attento studio
delle componenti ambientali ed ecologiche.
Paolo M. Callioni
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Offline Paolo M. Callioni

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Un autore che mi piace molto, per la sua capacit? di relazionare il progetto con il contesto, e che tre anni fa ? anche stato invitato ad una lecture di ANAB (a Milano, credo) ? Olavi Koponen.

Ecco un paio di link:

http://www.kolumbus.fi/olavi.koponen/

http://vi.sualize.us/view/977d2fff5cb5683320420281a90a16d2/

http://www.tut.fi/index.cfm?MainSel=-1&Sel=20433&Show=33208&Siteid=178

http://demotech.cpv.org/pub/atti/SB100/2case.pdf
Paolo M. Callioni
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Offline Marco Rossi

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INteressante, questa idea dei giardini bioenergetici... ma non ho capito se hanno una funzione terapeutica per chi li frequenta o se sono solo un modo pi? corretto di posizionare gli elementi di un giardino.
 :sn: :sn: :sn: